La riflessione di Antonio Royo Marín sulla perfezione cristiana si inserisce nella lotta interiore contro la concupiscenza, indicando alcuni rimedi fondamentali per la vita spirituale. Tra questi, si richiamano anzitutto la consapevolezza della dignità del cristiano, il ricordo del castigo del peccato e la meditazione sulla passione di Cristo, elementi che aiutano a rafforzare l’impegno nella crescita spirituale.
Un punto centrale è la preghiera umile e perseverante, considerata un’arma decisiva. L’umiltà è essenziale, perché una preghiera segnata dalla superbia non viene ascoltata, come insegna Gesù Cristo nella parabola del fariseo e del pubblicano. Allo stesso modo, la perseveranza è indispensabile: le parabole evangeliche della vedova insistente e dell’amico importuno mostrano che la costanza nella preghiera è condizione per ottenere le grazie.
Un altro insegnamento fondamentale è che senza la grazia di DIO è impossibile vincere la concupiscenza con le sole forze umane. L’uomo, infatti, non può superare da solo le proprie debolezze, ma può riuscirci con l’aiuto divino, che DIO concede infallibilmente a chi prega con le giuste disposizioni. Questo è confermato dalla Scrittura: l’autore della Sapienza riconosce la necessità dell’aiuto divino, mentre San Paolo testimonia di aver ricevuto questa risposta: “Ti basta la mia grazia”.
Accanto alla preghiera, emerge la devozione filiale a Maria come mezzo imprescindibile nella lotta spirituale. Maria, Madre di DIO e mediatrice di tutte le grazie, è rifugio sicuro per il peccatore e sostegno nel combattimento contro il peccato.
Infine, l’invocazione fiduciosa del nome di Maria è presentata come garanzia di vittoria nelle tentazioni, secondo l’insegnamento di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Preghiera perseverante e devozione mariana si rivelano così strumenti essenziali per una autentica crescita nella perfezione cristiana.


