La teologia della perfezione cristiana di Antonio Royo Marín, affronta il tema della lotta contro la concupiscenza, soffermandosi sull’ultimo e più importante rimedio: la frequenza ai sacramenti.
I sacramenti sono il mezzo più sicuro ed efficace contro il peccato, perché è attraverso di essi che DIO dona la grazia necessaria per vincere la concupiscenza. Non sono sufficienti senza l’impegno personale, ma sono assolutamente necessari: senza di essi non può esserci un vero progresso nella vita spirituale. In particolare, i sacramenti più importanti nella vita ordinaria del cristiano sono la confessione e la comunione.
La confessione non solo cancella i peccati, ma dona anche la forza per evitarli in futuro. Anche quando non ci sono peccati gravi, rimane un mezzo prezioso per crescere spiritualmente, perché aiuta a prevenire le cadute e a combattere le cattive abitudini. Rimandare la confessione o accostarvisi solo dopo il peccato è un errore: bisogna usarla come difesa preventiva, soprattutto nei momenti di debolezza o tentazione. La pratica regolare, anche frequente, è raccomandata dai santi, come Caterina da Siena e Carlo Borromeo, che vi ricorrevano assiduamente.
Accanto alla confessione, la comunione è un rimedio potentissimo: nell’eucaristia si riceve realmente Cristo, che fortifica l’anima e aiuta a vivere nella purezza. La comunione frequente, anche quotidiana, è una delle armi più efficaci per custodire la temperanza e la castità, specialmente nei giovani.
Questi insegnamenti, radicati nella tradizione della Chiesa, non sono superati, ma sempre attuali. Ritornare ai sacramenti significa tornare alla fonte viva della grazia di DIO, capace di trasformare profondamente la vita dell’uomo. Accanto ad essi, altri rimedi spirituali completano il cammino: la preghiera, la vigilanza, la devozione a Maria e la memoria della passione di Cristo.


