Con la Domenica delle Palme entriamo nella settimana più santa dell’anno, in cui la Chiesa celebra i misteri centrali della fede: la passione, la morte, la sepoltura e la resurrezione di Cristo. Con questi eventi Gesù conclude la sua vita terrena e inaugura il tempo della Chiesa, chiamata a proseguire la sua opera. L’ingresso trionfale a Gerusalemme, ricordato con i rami di ulivo, anticipa però un esito drammatico: Cristo sarà rifiutato, tradito e condannato.
Nel racconto della passione emerge una verità decisiva: Gesù non è solo un uomo giusto, ma è DIO stesso che offre la sua vita per liberarci dal peccato. Nella croce non contempliamo soltanto la sofferenza innocente, ma l’amore infinito di DIO per l’umanità, un amore che salva e redime.
I personaggi della narrazione evangelica rappresentano atteggiamenti opposti: da un lato il tradimento di Giuda, la paura degli apostoli, il rinnegamento di Pietro e l’opportunismo di Pilato; dall’altro esempi luminosi come la donna che unge Gesù, le donne fedeli sotto la croce, il centurione che riconosce il Figlio di DIO, e la Vergine Maria che rinnova il suo “sì” con fede eroica. Anche Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea mostrano coraggio nel prendersi cura del corpo di Gesù.
È la passione di Cristo che ci salva, perché rivela pienamente l’amore di DIO, un amore totale che chiede di essere accolto e ricambiato. Non è il dolore in sé a salvare, ma l’amore vissuto fino al dono completo di sé.
Siamo quindi invitati a vivere questa settimana con cuore vigile e disponibile, non da spettatori ma da veri discepoli. Accompagnando Cristo nel cammino della croce, possiamo giungere con lui alla gioia della resurrezione.


