Nel suo intervento, Don Aldo Castenetto analizza l’aria “l’eterno Padre” tratta dall’oratorio “La Santissima Trinità” scritto nel 1715 da Alessandro Scarlatti, mostrando come i temi sacri fossero in passato spesso trasposti in forme musicali teatrali e popolari, non solo liturgiche. L’oratorio mette in scena un complesso dibattito teologico sul mistero della Trinità, utilizzando personaggi allegorici come la Fede e l’Infedeltà, e adottando gli stratagemmi drammatici tipici dell’opera del tempo.
L’analisi si concentra su un’aria cantata dall’antagonista, l’Infedeltà, la cui struttura e musicalità è usata magistralmente da Scarlatti per illustrare il meccanismo psicologico del dubbio.
Il testo recita:
L’ETERNO PADRE
GENERA IL FIGLIO
SIMILE A SÉ,
DONDE PROCED
LO SPIRTO ANCOR.
OR COME UGUALI
SONO NEL TEMPO?
IL COR NOL CREDE,
MA INARCA IL CIGLIO
PER LO STUPOR.
La genialità della composizione risiede nella ripresa finale del primo tema e del primo testo. Dopo l’interferenza del dubbio, la musica solenne non è più percepita con la stessa forza e credibilità. La certezza iniziale appare “minata”, indebolita. Scarlatti offre una potente metafora di come agisce la tentazione: non attraverso un attacco frontale, ma insinuando un dubbio apparentemente innocuo che, una volta attecchito, è capace di erodere le fondamenta delle certezze più profonde della fede.
Ascolto dell’intero Oratorio: https://youtu.be/RQ-1MJPoOg8?si=laFAtIjlLLNnnd1Y


