Oggi parliamo di un brano di Mozart, autore famosissimo e universalmente amato. Il brano appartiene alla raccolta Vespri solenni del confessore, composta nel 1780 per la cattedrale di Salisburgo, quando Mozart era ancora al servizio dell’arcivescovo-principe. Non è chiaro per quale santo fosse destinata, ma sappiamo che si tratta dell’ultima grande composizione sacra scritta da Mozart per Salisburgo, poco prima del suo definitivo trasferimento a Vienna, causato dai contrasti con l’arcivescovo.
All’interno della raccolta, Mozart mette in musica i cinque salmi della liturgia dei vespri e il Magnificat, utilizzando coro e orchestra e dando prova della sua inesauribile creatività. Tra tutti i brani spicca il quarto salmo, il celebre Laudate Dominum, una pagina di straordinaria bellezza e semplicità.
La musica di Mozart non ha bisogno di grandi spiegazioni: è perfetta nella sua apparente semplicità, in un equilibrio assoluto tra melodia, armonia e accompagnamento. La sua genialità non risiede negli effetti spettacolari, ma nella cura minuziosa dei dettagli, trattati con naturalezza e profondità.
Nel Laudate Dominum la voce del soprano intona una melodia leggera, dolce e gioiosa, che esprime una felicità serena e quasi infantile. Il testo del salmo — “Lodate il Signore, popoli tutti” — diventa uno slancio del cuore, un canto di riconoscenza per la bontà di DIO. La tonalità di fa maggiore trasmette stabilità e sicurezza, mentre l’accompagnamento degli archi, semplice e cullante, avvolge l’ascoltatore in un senso di protezione.
Dopo il breve salmo entra il Gloria, con l’intervento del coro, che crea un effetto di pienezza sonora. La preghiera si conclude così in modo delicato e luminoso, riflettendo una fede semplice, limpida e autentica, simile a quella dei bambini di cui parla il Vangelo.
Questo ascolto ci invita a iniziare il nuovo anno con un cuore aperto, lasciandoci guidare dalla pura bellezza della musica e dalla sua capacità di elevare l’anima senza bisogno di parole superflue.


