La riflessione, tratta dalla Teologia della perfezione cristiana di Antonio Royo Marín, affronta la lotta contro la concupiscenza, distinguendo tra rimedi naturali e soprannaturali.
Tra i rimedi naturali troviamo la mortificazione nelle cose lecite, l’amore per la sofferenza e la croce, la lotta contro l’ozio e, soprattutto, la fuga dalle occasioni pericolose, definita il rimedio naturale più importante e decisivo. Nessun proposito, per quanto sincero, regge se ci si espone imprudentemente alla tentazione: “vince chi fugge”. Anche la volontà più forte può cedere quando i sensi si eccitano, la fantasia si accende e la passione prende il sopravvento. Per questo è necessaria una rigorosa vigilanza, specialmente sugli occhi: le immagini, una volta impresse nella mente, alimentano pensieri e atti impuri.
Dopo i mezzi naturali, si passa a quelli soprannaturali. Il primo è considerare la dignità del cristiano come figlio di DIO. L’uomo, dotato di anima razionale, è superiore al mondo animale e non deve lasciarsi dominare dagli istinti. Con la grazia, però, la sua dignità si eleva immensamente: partecipa realmente alla natura divina ed è figlio adottivo di DIO.
San Tommaso afferma che il bene soprannaturale di un solo uomo in stato di grazia vale più del bene naturale di tutto l’universo. Questa verità ridimensiona ogni esaltazione puramente naturalistica e rivela la grandezza dell’essere umano.
Infine, san Paolo ricorda che il corpo del cristiano è tempio dello Spirito Santo e membro di Cristo: apparteniamo a DIO, perché siamo stati comprati a caro prezzo. Meditare su questa dignità è un potente rimedio contro la concupiscenza.


