Il Manuale della perfezione cristiana di Antonio Royo Marín affronta il tema della lotta contro la carne, uno dei principali ostacoli nel cammino verso Cristo. Dopo aver analizzato la ricerca disordinata dei piaceri, l’autore si concentra su un secondo aspetto fondamentale: l’orrore della sofferenza.
Se da un lato l’uomo tende a cercare il piacere, dall’altro fugge la sofferenza. Tuttavia, proprio questo rifiuto rappresenta un grave impedimento alla santità, alla quale tutti sono chiamati. Molte persone si fermano nel cammino spirituale perché non riescono ad accettare la sofferenza. Come insegna Teresa d’Ávila, solo chi prende una decisione ferma e coraggiosa di affrontarla può raggiungere una vera crescita spirituale.
L’orrore della sofferenza è uno dei principali ostacoli alla santità: senza affrontarlo, il cammino si blocca. La sofferenza, infatti, non è opzionale, ma necessaria per ogni uomo. I motivi principali sono due: riparare il peccato e santificare l’anima.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il peccato nasce spesso da una ricerca disordinata del piacere. Di conseguenza, è giusto che venga riparato attraverso l’accettazione della sofferenza. Cristo ha compiuto la redenzione con la sua passione e morte, ma il cristiano è chiamato a partecipare a questo sacrificio. Come ricorda San Paolo, ogni credente è chiamato a completare nella propria vita ciò che manca alla passione di Cristo.
Non basta che Cristo abbia sofferto: anche il cristiano deve unire le proprie sofferenze alle sue per cooperare alla redenzione. Questo avviene in modo particolare nei sacramenti e nella partecipazione alla Messa, dove ogni fedele offre il proprio sacrificio insieme a quello di Cristo.
Anche Maria è esempio di questa partecipazione, avendo unito il proprio dolore a quello del Figlio.
La sofferenza accettata e offerta diventa così via di purificazione e di crescita spirituale, necessaria per riparare il peccato e avanzare nel cammino verso DIO.


