La quarta apparizione, avvenuta martedì 16 maggio 1944 alla vigilia dell’Ascensione, attira fin dal mattino una folla crescente di pellegrini. Adelaide, interrogata dalle suore sacramentine, racconta con serenità quanto le è stato rivelato: “La Madonna mi ha detto che a 14 anni mi farò suora sacramentina” e che dovrà affrontare molte sofferenze. Le religiose cercano di comprendere meglio, ma l’arrivo del parroco interrompe tutto. Con tono severo le impone di non recarsi la sera al luogo delle apparizioni e le chiede a chi debba obbedire. La risposta della bambina è semplice e decisa: “Prima alla Madonna e poi al prevosto”, mettendo in luce la sua fede incrollabile.
Nonostante l’ordine ricevuto, Adelaide, turbata ma determinata, raggiunge il prato tra la folla. Qui, immersa nella preghiera, assiste nuovamente alla visione: una luce intensa, la Madonna e il Bambino Gesù. Senza preamboli, la Vergine affida un messaggio chiaro: “Non facciano più peccati e i loro bimbi guariranno”, sottolineando il valore della conversione e della purezza. Inoltre, ricorda l’importanza della preghiera dei bambini per la salvezza dei peccatori, indicando ad Adelaide la sua missione spirituale.
Dopo l’apparizione, la bambina viene travolta dalle richieste dei pellegrini, che le affidano sofferenze e speranze. Stremata, si ritira a casa, portando nel cuore l’immagine della Madonna, che la guida verso una vocazione di offerta e sacrificio.
Il significato più profondo emerge nel simbolismo delle apparizioni: il cambiamento dei colori dell’abito della Vergine indica il passaggio da Madre a Sposa, partecipando al mistero della redenzione. In questa prospettiva, Adelaide è chiamata a condividere la sofferenza redentiva, inserendosi nel disegno di DIO, dove dolore innocente e preghiera diventano strumenti di salvezza per gli altri.


