La seconda apparizione alle Ghiaie del 14 maggio 1944, nella domenica che apre la settimana dell’Ascensione, segna un momento decisivo nella vita di Adelaide e di Candido. Terminata la visione, Adelaide torna verso il villaggio profondamente raccolta, ancora immersa nella presenza della Sacra Famiglia e nelle parole della Madonna, che le preannunciano il suo futuro: diventerà suora sacramentina, accettando una vita di dolore orientata alla felicità eterna in DIO.
Improvvisamente, il silenzio viene interrotto da Candido, giovane chierichetto, che la invita con decisione a tornare al luogo delle apparizioni. Qui, davanti a tutti, Adelaide si inginocchia e prega con lui il rosario. In un clima di fede intensa, il cielo sembra aprirsi di nuovo: una luce illumina il volto della ragazza, segno di una nuova presenza della Madonna. Candido, colmo di speranza, chiede se diventerà sacerdote, e Adelaide riferisce la risposta: la Madonna conferma che sarà sacerdote missionario dopo la guerra, consacrato al suo Cuore.
Questo episodio rivela il significato profondo dell’apparizione: due missioni eucaristiche strettamente unite, affidate una ad Adelaide e l’altra a Candido. Lei, chiamata alla vita religiosa; lui, al sacerdozio. Entrambi partecipano a un unico disegno spirituale, radicato nell’Eucaristia e nella volontà di DIO.
Un elemento centrale è la data stessa: la domenica, giorno dell’Eucaristia, che sottolinea il legame tra le loro vocazioni e il mistero centrale della fede cristiana. Adelaide e Candido sono così uniti in una missione d’amore che riflette il modello dell’Incarnazione.
Infine, emerge un dettaglio nascosto per anni: i due si conoscevano già profondamente, uniti da un legame spirituale nato nell’infanzia, quando Candido, “prete nell’anima”, inscenava semplici celebrazioni con Adelaide e altri bambini, anticipando il loro destino voluto da DIO.


