Prima di iniziare la lettura del Trattato della vera devozione a Maria, è opportuno conoscere i tratti essenziali della vita del suo autore, san Luigi Maria Grignion de Montfort.
Nato il 31 gennaio 1673 a Montfort, vicino a Rennes, in Francia, secondo genito di una famiglia numerosa, ricevette fin da giovane una solida formazione. A undici anni fu mandato a studiare presso il collegio dei Gesuiti di Rennes, vivendo dallo zio sacerdote. Qui si distinse per l’impegno negli studi e per i suoi talenti artistici: poesia, disegno, pittura e scultura. In questo periodo maturarono scelte decisive: la scoperta del valore della povertà evangelica, il primato della ricerca di Dio e l’importanza di un apostolato attivo.
Conclusi gli studi filosofici, a diciannove anni decise di diventare sacerdote. Nel 1692 si trasferì a Parigi, frequentando la Sorbona e i seminari di San Sulpizio, dove assimilò una spiritualità fondata su tre pilastri: la mortificazione per unirsi a Cristo sacerdote, una profonda e costante unione con Maria Santissima, e una vita comunitaria regolare. Pur inserito nell’ambiente accademico, preferì progressivamente lo studio personale e la “scienza dei santi” al puro sapere intellettuale.
Ordinato sacerdote nel 1700, scelse di dedicarsi al popolo come missionario itinerante. Il suo apostolato si basava su mezzi semplici ed efficaci: la predicazione, i sacramenti, le pratiche devozionali, e in particolare la rinnovazione delle promesse battesimali. In questo contesto maturò la proposta della consacrazione totale a Gesù Cristo per mezzo di Maria, cuore del suo Trattato.
Nonostante difficoltà, incomprensioni e persecuzioni, Montfort svolse un’intensa attività missionaria nell’ovest della Francia. Morì il 28 aprile 1716, a soli 43 anni, consumato dalla predicazione e dalla malattia. Fu proclamato beato nel 1888 e canonizzato nel 1947; la sua memoria liturgica è celebrata il 28 aprile.


