Ultimi articoli
Autore: Luca
Nella riflessione dedicata a San Carlo Borromeo, l’attenzione si sposta dal mistero dell’Eucaristia a quello del sacerdozio, esaminando tre brevi testi del santo per comprendere l’immagine di sacerdote da lui proposta. Si tratta di una visione ancora attuale, utile sia ai sacerdoti – per un esame della propria condotta – sia ai fedeli, che così imparano che cosa chiedere ai loro pastori. Il primo punto riguarda il gesto liturgico del bacio dell’altare. San Carlo invita i sacerdoti a compiere questo gesto con profonda intenzione spirituale: baciando l’altare, immagine di Cristo, devono consacrarsi come “altari viventi” e diventare dimora gradita al…
Nel suo intervento, Don Aldo Castenetto analizza l’aria “l’eterno Padre” tratta dall’oratorio “La Santissima Trinità” scritto nel 1715 da Alessandro Scarlatti, mostrando come i temi sacri fossero in passato spesso trasposti in forme musicali teatrali e popolari, non solo liturgiche. L’oratorio mette in scena un complesso dibattito teologico sul mistero della Trinità, utilizzando personaggi allegorici come la Fede e l’Infedeltà, e adottando gli stratagemmi drammatici tipici dell’opera del tempo. L’analisi si concentra su un’aria cantata dall’antagonista, l’Infedeltà, la cui struttura e musicalità è usata magistralmente da Scarlatti per illustrare il meccanismo psicologico del dubbio. Il testo recita: L’ETERNO PADREGENERA IL…
Il capitolo settimo dell’Imitazione di Cristo, intitolato Guardarsi dalle vane speranze e fuggire la superbia, esorta l’anima a riporre ogni fiducia solo in DIO e non negli uomini o nelle proprie capacità. Chi confida nelle creature è insensato, perché ogni bene e ogni dono provengono unicamente dal Signore. L’uomo non deve appoggiarsi al proprio sapere o alla propria forza, ma riconoscere che tutto ciò che possiede è grazia. Il testo richiama numerosi passi biblici: GESU’ ringrazia il Padre perché rivela le sue verità ai piccoli; San Paolo invita a non stimarsi sapienti da sé, ma a vivere nell’umiltà e nell’amore…
Nella seconda parte dell’enciclica Rerum Novarum (paragrafi 13-21), Leone XIII affronta il tema delle soluzioni alla questione operaia dopo aver confutato le tesi socialiste. Il Papa, parlando a nome della Chiesa, propone una via fondata su giustizia, carità e concordia tra le classi sociali, invitando anche lo Stato a collaborare per il bene comune. Il Pontefice chiarisce che non è possibile eliminare le disuguaglianze sociali: la diversità tra gli uomini — per ingegno, salute, capacità e risorse — fa parte dell’ordine naturale. Il problema non è dunque la differenza tra le classi, ma lo scontro che ne deriva. Per questo…
Nel giugno del 1583, San Carlo Borromeo tenne a Milano un’omelia per la Società del Santissimo Sacramento, dedicata al mistero dell’Eucaristia e della comunione eucaristica. Nella sua formazione spirituale, il santo invita i fedeli ad accostarsi frequentemente alla Comunione, considerandola la forma più alta per onorare il Santissimo Sacramento. Esorta inoltre i cristiani a “portare la divisa di Cristo”, non fatta di stoffe o ornamenti, ma di coraggio nel testimoniare pubblicamente la fede, senza vergognarsi del Vangelo né temere il giudizio del mondo. Dopo questa introduzione, San Carlo affronta il cuore della sua omelia: non basta amare il prossimo e…
Il Trattato sul sacerdozio di San Giovanni d’Ávila, nel primo capitolo “Ragion d’essere del sacerdote ministro”, si propone di fondare la dignità del sacerdozio. Il santo lo paragona dapprima agli angeli e alla Vergine Immacolata, poi cita i grandi Padri della Chiesa, tra cui San Gregorio Magno e San Bernardo. San Gregorio afferma: “O venerabile dignità dei sacerdoti, nelle cui mani si incarna, come nel grembo della Vergine, il Figlio di Dio”. Egli sottolinea il rapporto profondo tra il sacerdozio e l’Eucaristia, poiché il sacerdote, durante la Messa, tiene nelle proprie mani lo stesso DIO che si è fatto uomo.…
Nel primo capitolo del Trattato sul sacerdozio, intitolato “Ragion d’essere del sacerdote ministro”, San Giovanni d’Avila riflette sulla grandezza e dignità del sacerdozio, invitando i laici a non invidiare tale dono. Il sacerdote è presentato come collaboratore diretto di Dio, un uomo che rende presente Cristo sulla terra attraverso il mistero dell’Eucaristia. Il santo stabilisce un profondo parallelo tra il sacerdote e la Vergine Maria: come Maria ha dato al Verbo di DIO la natura umana, così il sacerdote, mediante la consacrazione, rende presente Cristo nel pane e nel vino. In questo senso, l’Eucaristia è la continuazione del mistero dell’Incarnazione.…
Nel capitolo IV, “La ponderatezza nell’agire”, l’autore invita alla prudenza e al discernimento. L’uomo saggio non crede a tutto ciò che sente, né si lascia guidare dagli impulsi o dalle voci altrui, perché conosce la fragilità e la malevolenza della natura umana. “Grande saggezza è non andare dietro a ogni discorso della gente”, ma cercare consiglio da persone rette e timorate di Dio. La vera sapienza nasce dall’umiltà: quanto più l’uomo è sottomesso a Dio, tanto più è pacato e saggio nelle sue azioni. Questa riflessione richiama il Vangelo di Luca (17,10): “Siamo servi inutili: abbiamo fatto quanto dovevamo fare”,…
Proseguendo la lettura dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, emerge un tema centrale: la critica al socialismo come falso rimedio ai problemi del lavoro e ai contrasti tra proletari e borghesi. Dopo aver difeso il diritto alla proprietà privata, il Papa si concentra su un altro pilastro della società, l’istituto della famiglia, considerato anteriore a ogni forma di società civile e indipendente dallo Stato. La famiglia, spiega il Pontefice, è una “società domestica, piccola ma vera”, dotata di propri diritti e doveri che non dipendono dall’autorità pubblica. È dunque un grave errore pensare che lo Stato possa intervenire arbitrariamente nel…
Continuiamo la lettura delle omelie di San Carlo Borromeo sulla Divina Eucaristia, scegliendo tre pensieri tratti da omelie pronunciate nel 1583, tra la diocesi di Como e quella di Milano. Il primo pensiero è particolarmente forte: San Carlo ammonisce i cristiani che si accostano all’Eucaristia in stato di peccato, affermando che commettono un crimine più grave di quello di Giuda, poiché tradiscono il Signore una seconda volta. Mentre Giuda consegnò Cristo nella sua umanità mortale, chi riceve indegnamente la comunione consegna contro la sua volontà il Signore glorioso che regna nei cieli. Questo severo monito ci richiama alla responsabilità con…

